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Alessia Borrelli
Dal n.79 di

Un gioco di parole e una grande verità che oggi più che mai appartiene a tutti quelli che hanno un progetto e che con determinazione cercano di portarlo avanti nonostante le critiche e le difficoltà; che cercano di essere coerenti con se stessi e con il proprio lavoro, volendo affermare uno stile, trasmettendolo con passione. Una passione che inevitabilmente si trasforma in successo quando alla base c'è un unico ingrediente fondamentale: il cuore.

E di cuore nella mia storia di oggi ce n'è tanto; non solo perché per una fantasia narrativa parla tedesco: "HERZ" appunto, ma perché legato ad un filo conduttore d'impronta germanica. Il protagonista di questa storia è l'HERZU, vino premiato quest'anno con i cinque grappoli Bibenda, creato dal genio di Sergio Germano, estroso barolista di Langa e figlio del fondatore dell'azienda Ettore Germano.  Sergio, è la terza generazione della famiglia Germano, creata dal nonno prima e dal papà poi, in zona Cerretta, uno dei migliori bricchi delle colline da Barolo di Serralunga d'Alba. Il suo nucleo, con Elena la moglie e Maria ed Elia i due figli, è quello di una famiglia di gente di cuore, di quelle brave persone dedite al lavoro della campagna, innamorate della propria casa e della propria vigna, nella quale hanno saputo trasferire: valori, cultura, innovazione e professionalità. S'intuiscono da subito le doti enotecniche di Sergio, uscito dalla Scuola di Enologia d'Alba molto giovane; dal 1985 al 1993 matura esperienza presso grandi produttori di Langa, affiancando parallelamente il papà al quale succederà nella gestione aziendale poco dopo. Fu un pioniere nella scelte bianchiste dell'epoca, avendo l'intuizione di piantare in quei terreni pietrosi, calcareo-limosi dell'Alta Langa, in località Cigliè, Bastia di Mondovì, delle barbatelle di diverse varietà internazionali, volendo rilanciare insieme ad altri otto produttori, il metodo classico piemontese, attraverso uve Chardonnay, Pinot Nero e Nascetta. Di pari passo, viene adottato il Riesling Renano, che pur possedendo un passaporto tedesco, cresce e si afferma in terra piemontese parlando lingua langarola. Si perché "Hérzu" è una parola del dialetto locale che significa "lassù in cima", riferito ai vigneti posti tra i 500 ed i 550 metri s.l.m. che lambiscono le pareti e i pendii collinari a strapiombo sul fiume Tanaro. Sergio era convinto, infatti, che il particolare microclima di quel fazzoletto di terra, caratterizzato da forti escursioni termiche tra la notte ed il giorno, potesse donare alle uve quell'unicità di profumi e di sensazioni aromatiche profonde e tipiche dei vigneti delle latitudini estreme del centro Europa; convinzione che trovava conferma nel drenaggio ottimale del terreno, assicurato da pendenze estreme e tali da appassionare spericolati free-climber.

Guardando il Tanaro oggi, mi piace immaginare che anche la vista di questo pigro fiume ed il suo scorrere lento, ispirò Sergio a voler ripercorrere l'esperienza dei viticoltori tedeschi delle rive della Rheingau. Il primo impianto del vigneto è datato 1995, il progetto venne poi implementato con altre viti nel 1998 e nel 2004 portando a due gli ettari di vigna di Hérzu, allevata con una densità d'impianto pari a 5.500 ceppi per ettaro, che rendono c.a. 50 ettolitri pari ad una produzione annua di 13.000 bottiglie. Il vino viene prodotto totalmente in acciaio, effettua una fermentazione a bassa temperatura per 40 giorni e rimane poi 6 mesi sui lieviti prima di essere imbottigliato a maggio. In degustazione da provare sicuramente la nuova annata di Hérzu 2012: timido paglierino dai riflessi ancora verdolini, brillante nel bicchiere, avvolge il naso con eleganza fruttata e floreale che spazia tra agrumi verdi di costagulliver 150 punz Siriana collection grigio Soldini blu, lime e mandarini ancora non maturi, a note di fiori d'arancio e di acacia con una dolcezza quasi erbacea di caramella alle erbe di montagna; interessante annata perché mette in risalto più le note aromatiche che minerali tipiche del vitigno. Unica pecca, la sua gioventù gustativa, che rivela senza filtri l'assaggio tipicamente citrino, concentrato su sensazioni aromatiche e fresche che ritrovano con verticalità in bocca l'esperienza olfattiva. L'Hérzu 2011 riconferma essere pura eccellenza, in una degustazione cieca potrebbe sfidare un cugino tedesco in versione "trocken" senza alcun problema. Giallo paglierino, riflette di luce propria, con riservata brillantezza; sfodera tutto il suo appeal minerale al naso, tipicamente idrocarburico, che spazia tra le note di cherosene e quelle di cera sciolta, per poi liberare sentori vegetali d'erba appena tagliata e bagnata, alle erbe aromatiche di menta e timo. La caratteristica espressione minerale del territorio, delle pietre calcaree di Langa, la si ritrova all'assaggio con una bocca sapida, strutturata, piena, calda ed avvolgente che si allunga verso una chiusura di leggera affumicatura salmastra. Da provare in abbinamento con stufato di moscardini in bianco, patate ed olive taggiasche.

Ettore Germano 
Località Cerretta, 1
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12050 Serralunga d’Alba (CN)
Tel.0173 613528
www.germanoettore.com
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© RIPRODUZIONE RISERVATA
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